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Fortunatamente al giorno d’oggi quando si ha a che fare con problematiche come l’incontinenza urinaria o il prolasso vescicale non si è più obbligati a scegliere tra la rassegnazione o l’intervento chirurgico. Esistono infatti dei nuovi approcci che vengono definiti “conservativi”, ovvero meno invasivi e fastidiosi per la paziente. In tal senso la Riabilitazione del Pavimento Pelvico ha dimostrato di essere la terapia maggiormente utilizzata ed efficace, in quanto permette di ottenere una risoluzione del problema in oltre l’80% dei casi.

La Riabilitazione del Pavimento Pelvico è una terapia che ha l’obiettivo di guarire o ridurre i sintomi riferiti dai  pazienti e causati dalla disfunzione di questa zona, con notevole miglioramento riguardo la qualità della vita.

La terapia è indirizzata ai muscoli del pavimento pelvico, che possono presentarsi ipovalidi, iperattivi oppure con deficit di coordinazione.

Quali condizioni possono beneficiare della Riabilitazione del Pavimento Pelvico?

Le seguenti condizioni possono essere trattate efficacemente con la Riabilitazione del Pavimento Pelvico:

  • Incontinenza urinaria: ovvero la perdita involontaria di urine durante attività come tossire,  starnutire e  Anche la perdita di urine mentre si tenta di andare al bagno è considerabile come incontinenza urinaria
  • Eccessiva urgenza/frequenza di minzione: ovvero un’anormale urgenza di urinare e la difficoltà nel controllo della situazione oppure un’eccessiva frequenza di minzione
  • Prolasso degli organi pelvici: ovvero la discesa verso il basso di utero, vescica e retto. Il prolasso è causato dal cedimento o dalla rottura dei legamenti di sospensione e di sostegno degli organi pelvici
  • Dolore pelvico cronico: dolore che si ha nell’addome e nella pelvi e che persiste da più di 3 mesi e non è provocato da malattie e condizioni quali la dispareunia ( in cui il dolore si presenta durante l’attività sessuale), la dismenorrea ( il comune dolore associato alla mestruazione) e l’endometriosi ( ovvero la presenza dell’endometrio uterino al di fuori dell’utero)
  • Dolori e disfunzioni correlate alla gravidanza: condizioni che non includono la diastasi del retto ( la separazione dei lembi che costituiscono il muscolo retto dell’addome), o la normale debolezza conseguente il parto e i normali dolori lombari o pelvici durante e dopo la gravidanza.

Come avviene la Riabilitazione del Pavimento Pelvico?

La Riabilitazione del Pavimento Pelvico rappresenta un percorso progressivo che si articola in  tre fasi principali:

  • Fase di apprendimento dell’attività muscolare del pavimento pelvico: in questa fase la terapista permetterà ai pazienti di acquisire la percezione e la consapevolezza dei propri movimenti e di imparare a contrarre i muscoli del solo pavimento pelvico, senza ad esempio contrarre i muscoli glutei o interni alla coscia o i muscoli addominali
  • Fase di modificazione: una volta che i pazienti hanno la piena consapevolezza dei propri movimenti gli verranno spiegati i corretti esercizi da eseguire, che saranno specifici a seconda del tipo di disfunzione da trattare
  • Fase di automatizzazione: è la fase in cui i pazienti, dopo aver appreso quanto insegnato dallo specialista in sede di trattamento, utilizzano le tecniche appropriate nel momento in cui il sintomo si presenta, con la ripetizione dell’esercizio ciò diventerà automatico. Ad esempio, in caso di incontinenza urinaria da sforzo, i pazienti saranno in grado di effettuare una contrazione prima di tossire, starnutire o sollevare un peso, evitando così piccole perdite involontarie di urina.

In quanto tempo si raggiungono buoni risultati?

Essendo i muscoli del pavimento pelvico dotati di bassa resistenza sarà necessario eseguire pochi esercizi specifici, con poche ripetizioni: prima di rilasciamento e poi di contrazione muscolare, sarà importante eseguirli per pochi minuti tutti i giorni.

La riabilitazione del pavimento pelvico richiede tempo e costanza ma permette di tornare a condurre una vita sociale più soddisfacente. Già dal primo mese si vedranno i primi cambiamenti e circa otto pazienti su dieci, seguendo il programma, ottengono una completa risoluzione del problema.